La Biblioteca del Palazzo

 

 

Orientalista e Viaggiatore. Henry Dunant a Castiglione delle Stiviere

A cura di Maria Simonetta Bondoni Pastorio e Giulio Busi

Castiglione delle Stiviere 2010, pagg. 95, € 18

 

 

 

Il volume inaugura la collana “Biblioteca del Palazzo”, con la quale la Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio intende contribuire alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale del territorio lombardo,

nei suoi molteplici aspetti e negli scambi con gli ambienti italiani ed europei.

 

Nel primo capitolo del libro Giulio Busi cerca una risposta alla domanda: chi era veramente Henry Dunant, il viaggiatore che giunse alla porta di Palazzo Pastorio a Castiglione delle Stiviere all’alba del 25 giugno 1859? Ne esce la figura, finora assai poco studiata, di un giovane imprenditore di belle speranze, affascinato dalle culture orientali, in particolare nordafricane, che venne in Italia con l’intento di incontrare Napoleone III,

in elogio del quale aveva scritto un nuovo libro che portava con sé, e intendeva donargli.

Maria Simonetta Bondoni Pastorio ricrea poi l’ambiente che accolse il ginevrino nel giugno 1859. Attraverso documenti e memorie familiari, l’autrice ripercorre le giornate castiglionesi dal 21 al 30 giugno 1859. La prospettiva è quella particolare di una casa privata, attraverso il punto di vista di chi sperimentò nel quotidiano l’angoscia di quegli eventi e ne ebbe trasformata l’intera esistenza. Oltre alla figura di Dunant, viene messa a fuoco la personalità dei vari personaggi che animarono la vita del palazzo: dal Capo di battaglione Alphonse Mennessier, che qui trascorse gli ultimi giorni della sua vita, prima di morire eroicamente a Cavriana; alle sorelle Luigia e Carolina Pastorio, che ricevettero da Napoleone III la medaglia d'argento per le amorevoli cure prestate ai soldati francesi, al loro cugino Antonio Piccolomini Pastorio, che condivideva la casa avita.

Nel libro vengono inoltre resi pubblici per la prima volta diversi documenti inediti. Di straordinario interesse due autografi di Dunant, di proprietà della famiglia Bondoni Pastorio: un frammento di diario scritto all’inizio del luglio 1859, in cui il ginevrino esprime una profonda sofferenza dopo l’esperienza castiglionese, e una lettera, nella quale Henry si presenta esplicitamente come appassionato di Oriente e viaggiatore instancabile.

A questi si aggiungono due appunti autografi, conservati presso la Bibliothèque de Genève, da cui si traggono informazioni finora sconosciute sul soggiorno di Dunant a Parma,

e l’importante notizia del suo arrivo a Castiglione il 25 giugno.

Un’ampia sezione del volume è poi dedicata alla corrispondenza finora inedita (conservata nell’Archivio della Fondazione) tra i Pastorio e i familiari degli ufficiali che furono ospitati al palazzo. Una sola lettera, seppure di grande interesse storico, ci è pervenuta della zia di Léon Chappas, Capitano della Guardia imperiale che fu curato dalle Pastorio, mentre numerose sono le missive dei Mennessier, genitori del Capo di battaglione caduto nei pressi della Cascina Malpetti, che si protraggono per vent'anni e che consentono, fra l'altro, di ricostruire nel dettaglio alcuni momenti del combattimento. La corrispondenza dimostra in maniera assai efficace come, nel secolo XIX, la memoria dell'evento venisse mantenuta viva nel tempo, senza che i colori sbiadissero e anzi con sempre rinnovata commozione.

 

 

 

 

Testi:

Maria Simonetta Bondoni Pastorio

Materiali per una storia degli Abati

di Castiglione delle Stiviere

 

Giulio Busi

Ebrei a Castiglione delle Stiviere

nonostante la Controriforma

 

Elenco delle opere esposte

 

Lapide in memoria di Fausto Pastorio

 

 

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